Bagnacavallo Classica - Ensemble La Dafne
Bagnacavallo Classica
Il Compositore Ebreo nel Barocco Italiano
29 gennaio 2019
21:00
Bagnacavallo
Teatro Goldoni
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Biglietti

Bagnacavallo Classica – Libera La Musica

IL COMPOSITORE EBREO NEL BAROCCO ITALIANO

Ensemble La Dafne


Programma

Salomone Rossi (1570 – 1630)
Sonata sesta sopra l’Aria di Tordiglione – Il quarto libro de varie sonate, sinfonie gagliarde, brandi e corrente. Venezia 1642

Sinfonia prima – Il terzo libro de varie sonate, sinfonie gagliarde, brandi e corrente. Op. 2 Venezia 1623

Sonata sopra l’aria di Ruggero – Il secondo libro delle correnti alla francese. Venezia 1630

Martino Pesenti (1660 c. – 1648 c.)
Corrente detta L’ingannatrice – Il secondo libro delle correnti alla francese. Venezia 1630

Antonio Bertali (1605 – 1669)
Chiaccona per violino solo – ms. 176

Francesco Cavalli (1602 – 1676)
Canzon a 3 – Musiche sacre concernenti Messa e Salmi concertati. Venezia 1656

Salomone Rossi (1570 – 1630)
Sonata in dialogo detta “La Viena” – Il terzo libro de varie sonate, sinfonie gagliarde, brandi e corrente. Op. 2 Venezia 1623

Antonio Bertali (1605 – 1669)
Sonata a 2 violino e viola da gamba col basso per l’organo – ms. S-Uu

Salomone Rossi (1570 – 1630)
Sonata undecima detta la Scatola – Il quarto libro de varie sonate, sinfonie gagliarde, brandi e corrente. Venezia 1642


ENSEMBLE LA DAFNE

Stefano Rossi – violino I
Ayako Matsunaga – violino II
Rosita Ippolito – viola da gamba
Fabiano Merlante – tiorba e chitarra barocca
Valeria Montanari – cembalo


L’Ensemble La Dafne nasce per raggruppare le esperienze solistiche e cameristiche di alcuni musicisti attivi nell’ambiente concertistico italiano ed europeo. Obiettivo del gruppo è lo studio, la ricerca e l’esecuzione del repertorio strumentale e vocale del XVI, XVII e XVIII secolo.
Il gruppo affianca all’esecuzione musicale un’attenta attività di ricerca del contesto storico e culturale a cui appartengono i compositori ogni volta proposti, avvalendosi anche della preziosa collaborazione di storici e musicologi.
L’ensemble recentemente ha concentrato il suo interesse per la ricostruzione e la riproposizione di repertori praticati in Italia, della scuola veneta e veneziana del Seicento in particolare, dove sono presenti echi di canti e melodie ereditate da altre tradizioni musicali del bacino del Mediterraneo. L’ensemble ha inciso un disco uscito nel 2018 con l’etichetta Bongiovanni, sul compositore seicentesco ebreo mantovano Salomone Rossi e, con l’ensemble Animantica e l’ensemble Daramad, ha pubblicato, nel 2017, “Candia 1669”, CD live di musica veneziana, greca, sefardita e turca di metà Seicento.
L’Ensemble La Dafne utilizza un approccio organologicamente attento, utilizzando strumenti musicali, temperamenti e messe a punto per quanto più possibili vicini alla genesi del repertorio indagato.


Salomone Rossi nacque e visse quasi sempre nella città di Mantova, in un periodo denso di eventi bellici, culturali, religiosi e storici.
Di antica famiglia ebrea, Rossi stesso era ebreo praticante e, pertanto, apparteneva a una cultura e a una fede che fino a non molto tempo prima erano stati perseguitati e condannati dall’Inquisizione.
L’epoca è quella che va dal 1570, data di nascita del Rossi, fino ai primi decenni del 1600, e più precisamente tra il 1628 e 1630, data incerta della sua morte.
Fin quasi alla sua scomparsa, Rossi lavorò intensamente in campo musicale, producendo opere sacre e profane, anche in collaborazione con Claudio Monteverdi che fu anche suo maestro.

L’impronta più rilevante nella formazione musicale di Rossi fu indubbiamente lasciata dalla cultura musicale veneziana. Tuttavia così come in Monteverdi, nativo di Cremona, anche in Rossi erano evidenti tracce culturali di radice lombarda, che in seguito ad influssi ricevuti da Venezia, subirono una significativa integrazione, in un intreccio o meglio fusione delle due culture. Si aveva quindi, anche in campo musicale, quell’insieme di esperienze culturali ed estetiche che ritroviamo pure in pittura e nelle altre forme di espressione, come nel teatro e nella poesia; tanto che Roberto Longhi, grande storico e critico d’arte, parlava appunto di una cultura veneto-padana, che poteva anche riassumersi nell’unica denominazione di Padanìa. E su di essa poi Francesco Arcangeli, altro noto ed importante storico dell’arte, completò il discorso, facendo emergere i temi della natura e dell’espressione in tale filone culturale il quale, cominciando a radicarsi in questa parte d’Italia, coinvolse anche la cultura dei secoli successivi.
In più, Salomone Rossi inserì nella sua produzione una evidente eco della tradizione musicale ebraica, che ritroviamo sia in alcune sue composizioni sacre, sia nella produzione strumentale, come le danze e le sonate sopra bassi ostinati, che compose in gran numero.
Il programma proposto offre una panoramica del mondo sonoro che circondò Salomone Rossi. Così troviamo, a fianco alle composizioni strumentali di Rossi quali le sonate sopra il tordiglione, il ruggiero, la scatola, una Ciaccona del veronese Antonio Bertali; la Sonata sopra La Monica del bresciano Biagio Marini; una canzone a tre del cremasco Francesco Cavalli; una Corrente detta Ingannatrice del veneziano Martino Pesenti.