okBCC
Bagnacavallo Classica – Tra salotto e teatro
26 gennaio 2018
21:00
Bagnacavallo
Teatro Goldoni
Google Map
Biglietti

QUARTETTO DELFICO
Mauro Massa, Andrea Vassalle – violini

Gerardo Vitale – viola

Valeria Brunelli – violoncello

Ida Febbraio – flauto

Daniele Rosi – contrabbasso

 

Charles Louis Hanssens (1802-1872)

Quartetto in do min. (1851)

Allegro agitato ma non troppo Vivace

Adagio

Allegretto

Finale Prelude: andante con moto – Allegro vivace – Andante con moto

 

Gaetano Donizetti (1797-1848)

Quartetto 17 in re magg. (1825)

Allegro

Larghetto

Minuetto Presto

Allegro

 

Franz Joseph Haydn (1733-1809)

Sinfonia 104 in re magg.

(Arrangiamento Solomon per flauto e archi 1798)

Adagio-allegro

Andante

Menuetto allegro/Menuetto alternativo

Allegro spiritoso

 

Biografia

 

Il Quartetto Delfico nasce dall’incontro di quattro amici uniti dalla passione per la più nobile tra le forme della musica da camera, il quartetto d’archi. 
Interessati al linguaggio musicale di ogni epoca, sentono come necessità l’approccio al repertorio attraverso le fonti storiche e l’utilizzo di strumenti originali. 
Collaboratori di vari gruppi specializzati in esecuzioni storicamente informate, orchestre sinfoniche e da camera, hanno intrapreso il loro percorso affiancando al grande repertorio classico e primo romantico la riscoperta e lo studio del repertorio italiano per quartetto d’archi.

Il quartetto si sta perfezionando sotto la guida dei maestri H. Beyerle e A. Moccia, e fa parte degli ensemble ospiti dell’ECMA.

Il quartetto si è esibito fra gli altri per il Maggio Musicale Fiorentino, Ravenna Festival, i Concerti del Quirinale-Radio Tre, il Festival del Quartetto di Gropina, il Festival Toscano di Musica Antica, il Gaudete! Festival, l’Associazione Angelo Mariani di Ravenna, l’Associazione Bal’danza di Ferrara, la Rassegna da Camera dei Solisti Aquilani, la Fondazione Etruria Mater di Tarquinia, la Gioventù Musicale Italiana, la Miry Conzertzaal di Gent (Belgio), il Kalkalpen Festival (Austria).

Dal 2013 il quartetto collabora a “Quartetti d’Italia”, progetto curato dallo IASM (Istituto Abruzzese di Storia Musicale), che si occupa di riportare alla luce quartetti composti da autori italiani tra XVIII e XIX secolo, nonché di curarne le prime esecuzioni in epoca moderna.


Nel giugno 2014, per Brilliant Classics, è uscito il cd del quartetto: “Vincenzo Manfredini. Complete String Quartets”; dallo stesso anno, il Quartetto Delfico ha affiancato il Conservatorio Luigi Cherubini nell’opera di  riscoperta e valorizzazione delle pagine quartettistiche presenti nel “Fondo Pitti”, prezioso archivio musicale dei Granduchi di Toscana conservato nella Biblioteca della medesima istituzione.

Inoltre, come Ensemble Delfico, gruppo misto nato per ampliare il repertorio a strumenti a fiato e contrabbasso, il gruppo è stato selezionato come Jeune Ensemble in residenza presso il Centre Culturel d’Ambronay e presso il Castello Karolyi di Fehérvàrcsurgo in Ungheria, e si è esibito in seguito al Festival d’Ambronay 2013 e per la Stagione Rivolimusica 2013/14 con l’Ottetto D803 in fa maggiore di F. Schubert.

 

Note informative

Le 12 sinfonie londinesi, scritte tra il 1791 e il 1795, sono probabilmente la più famosa raccolta di lavori di Haydn e insieme il più completo compendio del percorso sinfonico dell’epoca classica. Commissionate da Salomon, lo stesso ne pubblicò pochi anni dopo una versione da camera per flauto e archi. Le trascrizioni di opere e sinfonie erano diffusissime all’epoca , soddisfacendo l’esigenza di poter eseguire nei salotti le composizioni più in voga.

Per appagare l’appetito musicale dei suoi compagni di serate musicali Donizetti, spinto allo studio dei classici dal suo insegnante Mayr, ha composto 18 quartetti che rappresentano il più abbondante corpus dell’800 italiano. Scritto a Napoli, in mesi di inattività in seguito alla chiusura dei teatri dovuta a un’epidemia, il quartetto 17 mostra, all’interno di una struttura classica, il gusto operistico italiano e un’affinità con l’intimo romanticismo Schubertiano.

Di quasi 30 anni più tardi e scritto in un linguaggio pienamente romantico,denso di riferimenti all’ultimo periodo beethoveniano e di pathos operistico wagneriano è il quartetto in do min. di Hanssens, compositore , direttore e impresario fiammingo, fra i primi a capire  la portata della rivoluzione musicale di Wagner , di cui fu primo esecutore in Belgio.