Recensioni Scarlatti Concerti a sette parti PDF Print
cello: Mauro Valli
Accademia Bizantina


Ottavio Dantone















Nicoletta Sguben Amadeus ottobre 2001
Detmar Huchting www.klassik-heute.de 19 febbraio 2002
Moore American Record Guide (USA) gennaio-febbraio 2002
Franz Bayer Klassik Online 19 febbraio 2002
Serge Gregory Repertoire Marzo 2002 disco eccezionale
Amadeus ottobre 2002
Il Sole 24 Ore 23 febbraio 2003

…Dantone milita nel complesso ravennate Accademia Bizantina fin dall’89, epoca in cui l’ensemble utilizzava strumenti moderni con corde di budello e arco barocco nel privilegiato campo d’azione: il repertorio Sei-Settecentesco. Nel ’96 è lo stesso gruppo che designa Dantone leader, riconoscendo nel giovane cembalista non solo la preparazione verificata quotidianamente nel lavoro d’insieme, ma anche e soprattutto quel bisogno di consapevolezza storica ed estetica nei riguardi della musica barocca che fa fare al complesso un ulteriore salto di qualità…

E certamente le interpretazioni dell’ensemble sono molto comunicative, tant’è che gli esiti dei concerti superano talvolta anche quelli dei dischi, in quanto è proprio la dimensione dal vivo che esalta i componenti dell’Accademia permettendo loro di restituire i complessi segni retorico-musicali che regolano la musica antica con la massima immediatezza e carica teatrale. L’aspetto che più lascia ammirati delle prove del gruppo è che l’abilità improvvisativa di Dantone - che ovviamente ha alle spalle uno studio ferreo capace di dar frutti estemporanei in totale simbiosi stilistica con le composizioni barocche - non è solo di Dantone, bensì di tutto il complesso emiliano: complice fra i suoi preparati musicisti, partecipe nel far musica come gioiosa scoperta, e con un’autentica punta di diamante nell’eccellente violino barocco di Stefano Montanari, istrionico solista con doti tecnico-musicali da vendere.
Nicoletta Sguben
Amadeus
ottobre 2001

Voto massimo:10

…I musicisti dell'Accademia Bizantina nella loro interpretazione vivace e sensibile non danno mai l'impressione di una musica eseguita in serie (stile catena di montaggio), cosa che a volte accade e che riduce il piacere all'ascolto dei concerti grossi. Tre sonate per violoncello e basso continuo - nello stile della sonata da chiesa - chiudono questo CD, che con nobiltà, sicurezza stilistica e grazia procura un'ora di serena gioia per la musica.

Detmar Huchting
www.klassik-heute.de
19 febbraio 2002

Vi è un insieme di sonate per orchestra di Alessandro Scarlatti che risuonano attorno a noi. La presente è invece una collezione diversa in cui non mi ero mai imbattuto prima. Si tratta di esecuzioni eccellenti.
Moore
American Record Guide (USA)
gennaio-febbraio 2002

La piccola ma preziosa casa discografica ARTS Music ci presenta sempre nuove incisioni appassionanti e di gran valore. Il CD di cui parliamo è un supporto audio con sei Concerti grossi dalla mano di Alessandro Scarlatti e di tre Sonate per violoncello sempre dello stesso compositore.

L’Accademia Bizantina è riuscita, sotto la guida del suo Direttore musicale Ottavio Dantone, a darci una interpretazione fine, piena di colori ed aggressiva dei Concerti grossi, la quale non ha pari neppure tra i complessi specializzati in esecuzioni storiche. I musicisti dell’Accademia non cercano mai di stabilire dei paragoni tra Scarlatti e Antonio Vivaldi, pur avendo quest’ultimo avuto un così gran successo e questo si rivela essere completamente giusto. I linguaggi musicali di entrambi i compositori sono troppo diversi uno dall’altro. Nell’interpretazione di Scarlatti l’elemento solenne è sempre presente. I suoi Concerti grossi sono brani musicali molto intimi – simile alle tre Sonate per violoncello – interpretati con grande empatia, profondità musicale e soprattutto con una grande varietà agogica.

È un gran peccato che questo ensemble italiano si esibisca raramente nelle grandi metropoli tedesche. Anche Mauro Valli, che interpreta le Sonate per violoncello, si adatta perfettamente all’interpretazione e al suono d’insieme voluti. L’artista traccia grandi archi di fraseggio con un tono rotondo, caldo, ma mai invadente, imposta la sua esecuzione dell’opera in modo orizzontale e non perde mai di vista ‘l’insieme’. La sua interpretazione è senza vibrato ma piena di tensione e non annoia mai nonostante il carattere intimo dei brani.
Franz Bayer
Klassik Online
19 febbraio 2002


Voto: 9 = disco eccezionale

…Vale la pena di conoscere questa nuova lettura dei musicisti italiani (Accademia Bizantina) guidati dal cembalista Ottavo Dantone idealmente viva, sensibile e contrastata.

Qualche stravaganza gratuita ma non troppo. Si noterà la bella coesione del piccolo ensemble d’archi (tre violini per parte solamente, ma con una eccellente omogeneità all’interno di ogni sezione) efficace nell’esprimere con intensità i ritardi e le dissonanze di certi magnifici movimenti lenti (come il grave del concerto in sol minore). Il doppio continuo organo e clavicembalo ne fanno una meraviglia e i solisti del concertino sono perfetti (anche se il glissando di dubbio gusto del primo violino -Largo del primo concerto- ci poteva esser risparmiato). Proposte in appendice ai concerti, le tre sonate per violoncello non sono certo la parte meno interessante del programma, soprattutto se così abilmente difese dal fine musicista Mauro Valli. Ispirato dall’esempio di certe composizioni di Leo, Lanzetti e Sammartini, Mauro Valli opta per un violoncello piccolo in due delle tre sonate che si sviluppano piuttosto nel registro di tenore - in questo repertorio, infatti, destinato soprattutto a dilettanti le evoluzioni acrobatiche erano poco probabili-. Ne guadagneranno numerosi momenti di puro piacere come il finale della prima sonata, di una eleganza suprema; il Presto della sonata in do minore che tuona e ruggisce, o ancora l’Amoroso della sonata in do maggiore teneramente avvolto dall’arciliuto di Tiziano Bagnati.
Serge Gregory
Repertoire
Marzo 2002


…Anche ascoltando la registrazione colpisce questo sapore d'antico…c'è tanto contrappunto, mischiato a una "simplicitas" di ascendenza arcadica e a un infallibile istinto teatrale. Un crogiuolo di stimoli che Scarlatti riporta a una superiore eleganza e a un equilibrio perfettamente rinvenibili nell'interpretazione dell'Accademia Bizantina, che mette inoltre a segno, attraverso il rifinito lavoro solistico di Mauro Valli e un'oculata scelta strumentale, tre preziose esecuzioni delle Sonate per violoncello e continuo.
n. s.
Amadeus
ottobre 2002


Il colore dell'Accademia Bizantina non ha eguali tra gli ensemble antichi:è plasmato sulla duttilità cangiante della voce, sollecitata dal turbinoso mondo degli affetti che lo circonda. Dantone è un tessitore raffinatissimo: dal suo gruppo non una nota esce inerte. Anche i più tradizionali Concerti per violoncello, col raffinato Mauro Valli, suonano ricchi come arazzi.
c. m.
Il Sole 24 Ore
23 febbraio 2003

 

 

 
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