Libera La Musica 2019 - Accademia Bizantina e Delphine Galou
Libera La Musica
Sacro e Profano
19 Dicembre 2019
21:00
Bagnacavallo
Teatro Goldoni
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Libera La Musica

SACRO E PROFANO

Accademia Bizantina
Delphine Galou


Programma

A. Scarlatti (Palermo 1660 – Napoli 1725)

  • Sinfonia di Venere e Amore
    Spiritoso, Grave e affettuoso, Allegro
  • Da Venere e Amore, recitativo e aria di Venere: “Dal mar Tirreno”, “Chi dà pace a questo core”
  • Da Il Giardino d’Amore, aria di Venere: “Andiamo o caro bene”

A. Vivaldi (Venezia 1678 – Vienna 1741)

  • Concerto in Re minore per Violino, Organo, Archi e b.c. RV 541
    Allegro, Grave, [Allegro molto]

A. Scarlatti

  • Da Il Giardino d’Amore, aria di Venere: “Augelletti sì cantate”
  • Da Venere e Amore, aria di Venere: “So ch’ella è il sole”

A. Vivaldi

  • Concerto in Re maggiore “Per la SS.ma Assontione di Maria Vergine” RV 582 in due orchestre
    Allegro, Grave, Allegro
  • Stabat Mater RV 621 – Inno per Contralto, Archi e b.c.

ACCADEMIA BIZANTINA

Delphine Galou – Contralto
Ottavio Dantone – Organo, Cembalo e Direzione

Alessandro Tampieri – concertmaster, violino solo, viola d’amore
Sara Meloni, Lisa Ferguson – violini I
Mauro Massa, Andrea Vassalle, Paolo Zinzani – violini II
Alice Bisanti – viola
Emmanuel Jacques, Paolo Ballanti – violoncelli
Nicola Dal Maso – violone
Tiziano Bagnati – liuto


Le figure di Alessandro Scarlatti e Antonio Vivaldi sono pilastri centrali della storia della musica del ‘700, sia in ambito della musica strumentale che sacra.

I brani di Scarlatti presenti in programma sono tratti da due distinte serenate, accumunate dal personaggio di Venere: Venere e Amore e Il Giardino d’Amore. Scritte entrambe nel periodo compreso tra la fine del XVII secolo e i primi anni del ‘700, sono un limpido esempio di musica celebrativa. Le Serenate venivano infatti composte per lo più in occasione di eventi particolari, come anniversari di regnanti o avvenimenti importanti quali nozze, visite ufficiali etc. Scarlatti fa uso di linguaggi diversi, utilizzando stilemi propri anche del melodramma come arie dalla forte drammaticità, strumenti solisti obbligati, recitativi accompagnati etc. Il risultato sono due Serenate dalla sorprendente varietà e freschezza.

Lo Stabat Mater RV 621 testimonia la straordinaria arte raggiunta da Antonio Vivaldi nel campo della musica sacra. L’anno di composizione risale al 1712, su commissione della Chiesa di Brescia. Per l’occasione fu necessaria una versione ridotta rispetto alle trasposizioni in musica di Pergolesi, Scarlatti o Caldara. È straordinario il senso di unità che Vivaldi trasmise alla partitura, a partitire dalla tonalità di impianto (fa minore, comune a tutti i numeri), utilizzando talvolta lo stesso materiale musicale con il fine di rendere ancora più coesa la struttura dell’intera composizione.

I due concerti inclusi nel programma, RV 541 e RV 582, sono singolari per due aspetti distinti: RV 541 è uno dei pochissimi concerti che prevedono l’organo come strumento obbligato, presente nella produzione di Vivaldi soltanto in altri 4 concerti. RV 582 è invece un concerto scritto in doppio coro: l’orchestra è divisa in due gruppi distinti, ognuno destinato all’origine ad una collocazione specifica nella chiesa per cui il concerto fu composto (Chiesa della Pietà, Venezia, negli anni compresi tra il 1720 e il 1724).


Accademia Bizantina 

L’Accademia Bizantina nasce a Ravenna nel 1983 con l’intento programmatico di “fare musica come un grande quartetto”. Oggi come allora, il gruppo è gestito in modo autonomo dai propri componenti custodi e garanti di quell’approccio interpretativo cameristico che lo ha sempre contraddistinto.

Nel corso dell’ultimo ventennio, proprio come in un “mosaico bizantino”, la competenza, la fantasia e la raffinatezza del direttore Ottavio Dantone, sono andate fondendosi con l’entusiasmo e la complicità artistica di ogni singolo strumentista del gruppo dando corpo e sostanza ad interpretazioni che hanno permesso all’orchestra di essere accreditata come uno dei più prestigiosi Ensemble del panorama musicale internazionale.

Delphine Galou 

Delphine Galou ha studiato contemporaneamente filosofia a La Sorbonne, piano e canto.

Si è specializzata nel repertorio barocco, collaborando con ensemble quali Balthasar Neumann (Thomas Hengelbrock), I Barocchisti (Diego Fasolis), l’Accademia Bizantina (Ottavio Dantone), la Venice Baroque Orchestra (Andrea Marcon), Il Complesso Barocco (Alan Curtis), Les Siècles (François-Xavier Roth), Les Arts Florissants (William Christie), Le Concert des Nations (Jordi Savall), l’Ensemble Matheus (JeanChristophe Spinosi), Les Musiciens du Louvre (Marc Minkowski), Le Concert d’Astrée (Emmanuelle Haïm), l’Europa Galante (Fabio Biondi), Les Talens Lyriques (Christophe Rousset).

Delphine Galou è invitata regolarmente dalle più grandi sale internazionali: Théâtre des Champs-Élysées, Covent Garden di Londra, la Scala di Milano, Staatsoper Berlin, Opera di Zurigo, Theater an der Wien, Lincoln Center e Carnegie Hall di New-York, La Monnaie di Bruxelles, Opera d’Amsterdam, ha interpretato i ruoli di Rinaldo, Giulio Cesare, Orlando furioso, Orfeo, Zenobia, Bradamante, etc.

La sua discografia comprende Il Teuzzone, Orlando e l’Incoronazione di Dario di Vivaldi (Naïve), Alcina e Tamerlano di Handel (DVD Alpha), La Concordia dei Pianeti di Caldara (DGG), la Petite Messe Solennelle di Rossini (Naïve), Niobe di Steffani (Opus Arte), L’Enfant et les Sortilèges di Ravel (Naxos), la Passione di San Giovanni di Bach (Erato). Il suo recital con Ottavio Dantone e Accademia Bizantina, «Agitata» (Alpha) ha vinto nel 2018 il prestigioso Gramophone Award.

Ottavio Dantone

Dopo essersi diplomato al conservatorio G. Verdi di Milano in organo e clavicembalo, ha intrapreso giovanissimo la carriera concertistica segnalandosi presto all’attenzione della critica come uno dei clavicembalisti più esperti e dotati della sua generazione.

Nel 1985 ha ottenuto il premio di basso continuo al concorso internazionale di Parigi e nel 1986 è stato premiato al concorso internazionale di Bruges. E’ stato il primo italiano ad aver ottenuto tali riconoscimenti a livello internazionale in ambito clavicembalistico.

Profondo conoscitore della prassi esecutiva del periodo Barocco, dal 1996 è il Direttore Musicale dell’Accademia Bizantina di Ravenna con la quale collabora dal 1989.

Sotto la sua direzione l’Accademia Bizantina, nel giro di pochi anni, si afferma come uno degli Ensemble di musica barocca con strumenti antichi più noti ed accreditati nel panorama internazionale.

Nel corso dell’ultimo ventennio, Ottavio Dantone ha gradualmente affiancato alla sua attività di solista e di leader di gruppi da camera, quella di Direttore d’Orchestra, estendendo il suo repertorio al periodo classico e romantico.

Il suo debutto nella direzione di un’opera lirica risale al 1999 con la prima esecuzione in tempi moderni del “Giulio Sabino” di Giovanni Sarti al teatro Alighieri di Ravenna con la sua Accademia Bizantina.

La sua carriera lo ha successivamente portato ad accostare al repertorio più conosciuto la riscoperta di titoli meno eseguiti o in prima esecuzione moderna nei festival e nei teatri più importanti del mondo tra cui Teatro alla Scala di Milano, Glyndebourne Festival Opera, Teatro Réal di Madrid, Opéra Royale Versailles, Opera Zurich ed London Proms.

Ha inciso, sia come solista che come direttore, per le più importanti case discografiche: Decca, Deutsche Grammophon, Naïve e Harmonia Mundi ottenendo premi e riconoscimenti prestigiosi dalla critica internazionale.