Alessandro Tampieri - Accademia Bizantina / Antonio Vivaldi - Concerti per violino VII "Per il castello"

In uscita il 15 novembre 2019

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Antonio Vivaldi (1678-1741)

Concerti per violino VII “Per il castello”

Concerto RV 389 in si minore / Allegro poco, Largo, Allegro

Concerto RV 257 in mi bemolle maggiore / Andante molto e quasi allegro, Adagio, Presto

Concerto RV371 in si bemolle maggiore / Allegro ma poco, Larghetto, Allegro

Concerto RV 273 in mi minore / Allegro non molto, Largo, Allegro

Concerto RV 367 in si bemolle maggiore / Allegro ma poco poco, Andante ma poco, Allegro

Concerto RV 390 in si minore / Andante molto – Allegro non molto, Larghetto, Allegro


Alessandro Tampieri violino solo

Ottavio Dantonedirezione e clavicembalo

 

Accademia Bizantina

Maria Grokhotova, Paolo Zinzani, Sara Meloni – violini I

Ana Liz Ojeda, Mauro Massa, Heriberto Delgado – violini II

Diego Mecca, Alice Bisanti – viole

Emmanuel Jacques, Giulio Padoin – violoncelli

Giovanni Valgimigli – violone

Tiziano Bagnati – arciliuto


Vivaldi Edition vol.62 – Label: Naïve Classique

Alessandro Tampieri

Violinista, violista, ma anche eccezionalmente chitarrista e liutista, ha iniziato gli studi musicali nella propria città natale, Ravenna, entrando a far parte giovanissimo di Accademia Bizantina. Ha svolto attività concertistica come solista, camerista, in orchestra sinfonica e d’opera (Filarmonica e Teatro alla Scala) dedicandosi anche alla musica contemporanea con collaborazioni con Luciano Berio e Azio Corghi per registrazioni discografiche e prime esecuzioni. L’identificazione nel linguaggio musicale sei-settecentesco e una spiccata attitudine all’improvvisazione, lo hanno poi portato a dedicarsi prevalentemente a tale repertorio come violinista. Ha collaborato e collabora con Il Giardino Armonico, Divino Sospiro (Lisbona), Academia Montis Regalis, L’Arpeggiata, Artaserse (Philippe Jaroussky), Imaginarium e Suonar Parlante.

Si esibisce regolarmente nelle più prestigiose stagioni e festival di musica antica europei e americani. Ha effettuato registrazioni per Teldec, Decca, Naive, Harmonia Mundi, Hyperion, Virgin e per le principali radio europee e nordamericane. Dal 2011 è Concertmaster dell’Accademia Bizantina.

È docente docente presso il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro. Suona un violino costruito nel 2014 da Marco Minnozzi.

La recente registrazione dei concerti per viola d’amore e per archi di Vivaldi, con Accademia Bizantina e Ottavio Dantone, su etichetta naïve, ha ricevuto un’accoglienza molto calorosa sia dalla critica specializzata che dal pubblico.

Alessandro Tampieri

I concerti per il conte Collalto

Nel maggio 1740 Antonio Vivaldi lasciò la sua città natale, Venezia, per trasferirsi a Vienna. Ormai di età piuttosto avanzata per l’epoca e di salute malferma, Vivaldi morì a Vienna poco più di un anno dopo, il 28 luglio 1741. L’ultimo documento che attesta la presenza in vita di Vivaldi a Vienna risale a un mese esatto prima della morte: è una ricevuta per la somma di 12 ducati ungheresi, scritta dal compositore il 28 giugno 1741, per la fornitura di un certo numero di composizioni musicali al conte Vinciguerra Tommaso Collalto, esponente di spicco di un’antica famiglia nobiliare veneta.

È probabile che le composizioni in questione siano la sinfonia e i quindici concerti registrati in un inventario della collezione musicale Collalto, oggi conservato in un museo di Brno. Purtroppo più della metà (vale a dire otto) dei concerti per violino del repertorio appartenuto al conte Collalto è andata perduta, privandoci di un repertorio per violino che, a giudicare dalle partiture pervenuteci, doveva essere di qualità molto elevata – come del resto accade spesso per le composizioni tarde di Vivaldi.

Di questo repertorio, l’album Concerti per violino VII “Per il castello” comprende i concerti RV 273, RV 367, RV 371 e RV 390, conosciuti grazie alle fonti autografe conservate a Torino. A questi si sono aggiunti i concerti RV 257 e RV 389, composti indubbiamente dopo la metà degli anni venti.

La produzione vivaldiana di concerti per violino si presenta come un autentico tesoro di cui i lavori inclusi nelle raccolte pubblicate a stampa rendono conto in misura solo parziale. I concerti del periodo tardo sono caratterizzati da una scrittura solistica raffinatissima  e preziosa nella diversificazione figurale, nella varietà dell’articolazione e del fraseggio, nella ricchezza dell’ornamentazione, nell’inventiva sontuosa di un virtuosismo lirico e cantabile sistematicamente segnato da inflessioni galanti.